In queste settimane il mercato dell’energia sta attraversando una fase di particolare tensione, con prezzi in aumento rispetto ai livelli che abbiamo visto negli ultimi mesi.
È una situazione che è opportuno monitorare nell’ottica di non creare allarmismi, ma anche di non sottovalutare ciò che sta accadendo.
A tal proposito, abbiamo rivolto alcune domande a Gabriele Lucantonio, Amministratore Unico di FARE Energia, Ingegnere Ambientale da oltre 20 anni impegnato nel settore dell’energia ed esperto nella consulenza alle imprese circa gli impatti e i riflessi che i mercati energetici hanno sul fronte imprenditoriale
Ingegnere, cosa sta succedendo al mercato dell’energia?
G: Innanzitutto è importante dire che siamo lontani da quanto vissuto in seguito al conflitto in Ucraina e che l’attuale aumento dei prezzi è il risultato della concomitanza di diversi fattori.
Le temperature elevate hanno determinato un incremento della domanda di energia, mentre le condizioni meteorologiche hanno inciso anche sulla produzione da alcune fonti rinnovabili. A questo si aggiunge l’aumento del costo del gas e l’attuale situazione internazionale che ha generato incertezza e instabilità.
È quindi corretto dire che oggi il costo dell’energia sia aumentato rispetto agli ultimi mesi, ma questo non significa necessariamente che questi livelli siano destinati a diventare strutturali.
Qual è quindi il modo migliore, per un’impresa, per “dominare” i costi in bolletta?
G: I costi in bolletta sono generati da diversi fattori e l’80% delle voci che paghiamo sono collegate al nostro consumo. Prestare attenzione ai consumi è la vera “arma” per controllare il costo della bolletta. Dopodiché, è importante ovviamente guardare il prezzo e l’impatto sull’attività imprenditoriale.
Per un’azienda, riteniamo che una domanda estremamente importante sia un’altra ovvero:
“Quanto incide realmente il costo dell’energia sul costo del mio singolo prodotto o servizio?”
Questa distinzione è fondamentale. Il valore assoluto della bolletta è sicuramente importante, tuttavia ciò che determina realmente l’impatto sulla nostra attività è la percentuale che il costo dell’energia rappresenta sul costo di produzione e sul margine del prodotto. Per questo motivo, prima di prendere decisioni dettate dal rialzo del momento, è importante analizzare l’effettiva incidenza dell’energia sulla propria attività.
Prezzo variabile o prezzo fisso? È la domanda che molti imprenditori e titolari di attività commerciali si stanno facendo in questo momento. Qual è la risposta giusta?
G: Dalla crisi energetica iniziata nel 2021-2022, abbiamo visto più volte come il mercato possa cambiare rapidamente direzione.
Per questo motivo, sulla maggior parte dei nostri portafogli clienti abbiamo continuato a privilegiare formule a prezzo variabile, che nel tempo hanno consentito di beneficiare delle fasi di discesa del mercato e, complessivamente, si sono dimostrate molto più frequenti rispetto a molte delle condizioni fisse sottoscritte nei momenti di maggiore tensione.
Questo non significa che il prezzo variabile sia sempre la soluzione migliore.
Significa, piuttosto, che bloccare oggi un prezzo elevato esclusivamente per il panico di ulteriori aumenti potrebbe essere una scelta da valutare con molta attenzione.
Un contratto a prezzo fisso può infatti proteggere da ulteriori rialzi, ma può anche impedire di beneficiare di eventuali future discese del mercato e, a seconda delle condizioni contrattuali, può comportare costi o penali in caso di uscita anticipata.
Cosa ci aspetta per il futuro dal mercato dell’energia?
G: Non sarebbe serio affermare oggi di sapere con certezza dove andranno i prezzi nei prossimi mesi.
La nostra lettura, tuttavia, è che gli attuali livelli siano difficilmente rappresentativi di un nuovo equilibrio strutturale di lungo periodo.
Le condizioni che stanno contribuendo all’attuale rialzo — temperature elevate, forte domanda, costo del gas e tensioni internazionali — possono modificarsi altrettanto rapidamente. Riteniamo prudente evitare decisioni irreversibili prese esclusivamente sulla base della situazione di queste settimane.
Nell’immediato quindi? Cosa consiglia a chi deve confrontarsi con l’esigenza di sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura di luce e/o gas?
G: Innanzitutto di fare attenzione alle offerte “troppo belle”.
In questo momento stanno aumentando le proposte commerciali e, comprensibilmente, può essere forte la tentazione di cercare immediatamente il prezzo più basso. L’invito però è quello di non fermarsi al solo numero indicato nell’offerta.
È importante verificare sempre tutte le componenti del contratto: costi fissi, spread, oneri aggiuntivi, modalità di revisione del prezzo, durata, condizioni di recesso e possibili penali.
Come FARE Energia, cosa state facendo per fronteggiare questa congettura temporale così difficile e complessa per gli imprenditori che devono confrontarsi con il mercato dell’energia?
G: Stiamo lavorando attivamente, confrontandoci con diversi fornitori e operatori presenti sul mercato italiano, per verificare la possibilità di costruire soluzioni ibride, che possano offrire una maggiore protezione nei momenti di rialzo senza rinunciare completamente alla possibilità di beneficiare di eventuali discese.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra protezione, flessibilità e costo effettivo, evitando di trasferire sui nostri clienti decisioni dettate dall’emotività del momento.
Per concludere, credo che in questi momenti sia necessario aiutarsi e supportarsi reciprocamente. Restiamo a disposizione di tutti gli utenti, sia nostri clienti che non, che hanno voglia e bisogno di verificare attentamente la loro condizione ed affrontare il prossimo periodo con maggiore consapevolezza (e magari con qualche strumento in più).